È trascorso poco più di un anno da quando il sito ha fatto la sua comparsa nel web. Da allora si è posto all’attenzione di migliaia di utenti, per lo più professionisti del settore, studenti, aziende ed enti pubblici e privati, appartenenti praticamente ad ogni regione italiana e ad importanti metropoli mondiali, come Bruxelles, Hong Kong, Lione, Londra, Madrid, New York, Toronto, e Washington.
È ancora vivo in noi il ricordo di quella volta che, dopo assidue ricerche, scoprimmo in una biblioteca napoletana un testo latino del ‘600 che era rimasto relegato nell’oblio da secoli. Sfogliando le sue pagine fu emozionante vederlo gonfiarsi di un’aria nuova e, come un fiore mai sbocciato, aprirsi finalmente al nuovo sole donando un profumo d’altri tempi. La soddisfazione crebbe allorché, dopo un’accurata traduzione, tuttora pubblicata nel sito, riuscimmo a far “parlare” di nuovo al grande pubblico una pagina di quella storia affascinante.
Questo il desiderio, e non già quello di arricchirci, che ci ha spinto, senza l’aiuto di nessuno e tra molte difficoltà, a creare uno spazio virtuale in cui poter valorizzare l’immenso patrimonio culturale che la latinità ci ha tramandato. Abbiamo chiesto la collaborazione di eminenti studiosi e rinomate associazioni e fondazioni che, come noi, dichiarano di occuparsi della materia. Ringraziamo sinceramente tutti gli amici che hanno creduto nel nostro progetto e ci hanno sostenuto, in un modo o nell’altro, durante lo scorso anno. Evidentemente, però, non tutti sono interessati a conoscere e a far conoscere la “verità”, a ricercare e rendere manifesto il pensiero “vero”, autentico, originale, di chi scrisse quei testi. Alcuni sembrano più interessati ad ingraziarsi le masse solleticandole con ciò che queste ultime preferiscono sentire, piuttosto che a cercare di far capire loro la “verità”.
Noi, al contrario, per quanto poveri di titoli altisonanti, consapevoli delle nostre limitazioni, siamo decisi a ricercare quella “verità” e a sostenerla a costo di sembrare impopolari. Non siamo disposti a scendere a compromessi, ad annacquare il senso “vero” di un testo, derubando della “verità” coloro che hanno il diritto di conoscerla, solo per avere l’appoggio di qualcuno.
Ci rendiamo conto che esistono altri campi della ricerca, scientifica e non, in special modo quelli che hanno diretta relazione con la salute e con i bisogni primari, che meritano la massima attenzione di tutti. Tuttavia ci chiediamo, ad esempio, come la moderna ricerca medica e scientifica avrebbe potuto raggiungere i risultati di cui oggi noi tutti beneficiamo, se non si fosse tenuto conto dei risultati raggiunti dalle ricerche precedenti, o dell’esperienza maturata per secoli da scienziati e ricercatori impegnati negli stessi campi, e tramandataci in buona parte attraverso testi e pubblicazioni in lingua latina. Considerato che ciò che conosciamo di quel ricco mondo d’idee è solo una minima parte del totale, chissà cos’altro si potrebbe scoprire o inventare se si tenesse conto anche di ciò che, di quel mondo, non è stato ancora tradotto e pubblicato.
Da ciò discende l’importanza del lavoro nostro e di quelli che, come noi, sono sinceramente decisi a non lasciare che il tempo e altri fattori ambientali distruggano per sempre un patrimonio culturale d’inestimabile valore. Perciò, in nome della “verità” che difendiamo, ci appelliamo a tutti (privati, istituzioni, mezzi d’informazione), affinché il nostro lavoro non passi inosservato, ma riceva il riconoscimento, la diffusione, e il sostegno che merita.
Questo post è tratto dal MANIFESTO CULTURALE del sito. Se desideri diffonderlo mediante affissione, comunicato stampa, o in qualsivoglia mezzo lecito, puoi richiederne il file in formato Word. Il nome della persona o dell’ente che ne avrà curato la diffusione verrà inserito, su richiesta degli interessati, in un prossimo articolo.
Info: antichescrittureinedite @ email.it
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