
Per secoli abbiamo conosciuto solo due raffigurazioni medievali di Stonehenge, la prima delle quali risale al XIV secolo. Una notizia recente riferisce la scoperta di una terza raffigurazione databile al 1440. Mentre si trovava con i suoi studenti universitari alla biblioteca di Douai, a sud di Lille, il prof. Christian Heck ha scoperto un disegno di Stonehenge preceduto dalla raffigurazione del peccato originale, dell’arca di Noè e di una piccolo castello del faraone.
Il testo latino, che accompagna l’illustrazione, recita:
Hoc anno chorea gigantum de hibernia non vi sed arte merlin est derecta apud stonehenge juxta amsbery.
Tradotto suona così: "Quest’anno Merlino, non con la forza, ma con l'arte, ha costruito il cerchio dei giganti, [venuto] dall’Irlanda, a Stonehenge vicino Amesbury".
Il mito di Stonehenge affonda le sue radici nel XII secolo, accennato per la prima volta nel 1130 all’interno della Historia Anglorum di Enrico di Huntingdon. "Nessuno può spiegare", scrisse Enrico, "come le pietre siano state così abilmente innalzate a tale altezza o il motivo per cui siano state erette".
Il testo latino, che accompagna l’illustrazione, recita:
Hoc anno chorea gigantum de hibernia non vi sed arte merlin est derecta apud stonehenge juxta amsbery.
Tradotto suona così: "Quest’anno Merlino, non con la forza, ma con l'arte, ha costruito il cerchio dei giganti, [venuto] dall’Irlanda, a Stonehenge vicino Amesbury".
Il mito di Stonehenge affonda le sue radici nel XII secolo, accennato per la prima volta nel 1130 all’interno della Historia Anglorum di Enrico di Huntingdon. "Nessuno può spiegare", scrisse Enrico, "come le pietre siano state così abilmente innalzate a tale altezza o il motivo per cui siano state erette".
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