Risposta:
Le proprietà chimico-fisiche del supporto cartaceo, unite all’azione corrosiva di inchiostri acidi e a quella non meno invasiva di veri e propri “predatori”, come tarli, termiti e roditori, determinano nel tempo un progressivo deperimento del patrimonio librario.
Recentemente i ricercatori stanno sperimentando nuove metodiche per il recupero fisico dei testi gravemente danneggiati e, laddove possibile, per prevenire il danneggiamento irreversibile di quelli ancora intatti. Comunque, nella maggioranza dei casi, il tempo resta il nemico numero uno di libri e pergamene.
Da qui la necessità, prima che sia troppo tardi, di “salvare”, se non il supporto fisico, perlomeno il contenuto di tale importantissimo patrimonio culturale.
Le proprietà chimico-fisiche del supporto cartaceo, unite all’azione corrosiva di inchiostri acidi e a quella non meno invasiva di veri e propri “predatori”, come tarli, termiti e roditori, determinano nel tempo un progressivo deperimento del patrimonio librario.
Recentemente i ricercatori stanno sperimentando nuove metodiche per il recupero fisico dei testi gravemente danneggiati e, laddove possibile, per prevenire il danneggiamento irreversibile di quelli ancora intatti. Comunque, nella maggioranza dei casi, il tempo resta il nemico numero uno di libri e pergamene.
Da qui la necessità, prima che sia troppo tardi, di “salvare”, se non il supporto fisico, perlomeno il contenuto di tale importantissimo patrimonio culturale.
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