giovedì 25 ottobre 2007

Alla ricerca dell’iscrizione perduta


L'epigrafia latina si occupa di studiare tutte le iscrizioni in lingua latina che ci sono pervenute direttamente dall'età antica, a differenza delle fonti letterarie, tramandate indirettamente, attraverso la mediazione dei copisti medievali, ed oggetto di studio della filologia, ad eccezione degli scritti su papiro che sono campo di indagine della papirologia. Gli scritti che compaiono sulle monete sono invece studiati dalla numismatica, sebbene il tipo di scrittura capitale (cioè maiuscola, per intenderci) e le abbreviazioni siano del tutto simili a quelle che incontriamo nelle epigrafi.

I primi secoli dell’Alto Medioevo sono il periodo in cui la produzione di epigrafi tocca in Europa il più basso livello dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Le iscrizioni altomedievali (secoli VI – VIII) sono di carattere prevalentemente funerario o commemorativo in relazione ad attività ecclesiastiche (consacrazione di chiese, di altari ecc.). Fanno eccezione le epigrafi funerarie per i sovrani e i grandi feudatari laici; ma anche queste epigrafi erano comunque progettate da ecclesiastici.

L'età carolingia (secolo IX), che nei manoscritti assiste alla nascita della minuscola carolina, diede i suoi frutti anche nei testi scritti sulla pietra; ma fu solo una parentesi. Per giungere a un vero rinnovamento dell'epigrafia (sia da un punto di vista tecnico sia 'politico') bisogna attendere fino alla seconda metà dell'XI secolo, quando si avvia un processo di normalizzazione e ricerca dell'eleganza formale fondato sull’imitazione dei modelli dell’antichi.

Con l’avanzare del XII secolo c’è una sempre maggiore ricerca di eleganza: lettere perlate, raddoppiamento dei tratti, lettere fiorite. Nei secoli XIII e XIV le onciali progressivamente vanno a occupare una posizione dominante il panorama scrittorio ed è sempre più frequente trovare nelle epigrafi laiche lo stemma di famiglia. A partire dal XIV secolo fa la sua comparsa in Germania la scrittura gotica che scompone le curve in una serie di tratti diritti. In Italia (e a Roma in particolare) la scrittura gotica è rara; a essa si preferisce la scrittura umanistica, che ritrova la maiuscola dell’antichità classica.

Per comprendere il significato delle molte epigrafi che si trovano ancor oggi sulle facciate dei monumenti storici, occorre a volte per prima cosa decifrare accuratamente le abbreviazioni e, dopo la lettura del testo decodificato, contestualizzarlo all’interno dell’ambiente sociale, economico e culturale in cui le epigrafi sono state prodotte.


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